Le favole più belle finiscono tutte con un vissero tutti felici e contenti. La principessa bacia il principe e da lì in avanti la vita sarà per loro magnifica, ma nessuno di noi l’ha mai vista quella vita.

 

Nessuno sa se sono poi finiti a discutere giorno dopo giorno per calzini sporchi e lavatrici non stese, la tendenza è sempre e soltanto quella di vedere il momento più bello e poi distogliere lo sguardo.

Lo stesso identico processo si verifica nel settore immobiliare.

In che senso? Nel senso che l’agente di norma ti accompagna fino al momento in cui acquisti casa, una volta che è certo di incassare la sua provvigione sparisce alla velocità della luce senza lasciare traccia alcuna.

In Domoria il nostro motto è “lasciaci trovare la casa che amerai”, oltre alle belle parole però c’è anche il fatto che a quella casa possono succedere imprevisti e problemi di svariato tipo e voglio assicurarmi che tu sappia affrontarli nella maniera migliore possibile.

Per questo motivo in queste pagine ci sarà un ospite speciale, la Cappa & Associati. Lascia che te li presenti, si tratta di una struttura italiana di professionisti specializzati nel settore del debito con il focus sul pignoramento della casa.

Nel corso dei 10 anni di lavoro l’azienda ha ideato e sistematizzato un processo di chiusura del debito collaudato denominato “Debiti Zero”. Il loro obiettivo è di mettere un po’ di chiarezza nella mente del debitore è evitare che incappi in una serie di tranelli predisposti dal mercato che rischiano di rovinare vite e famiglie intere.

L’obiettivo finale della società è non far gravare sulle spalle del debitore un ulteriore esborso di denaro per il lavoro che si svolge, Cappa & Associati, attraverso un network di consulenti in continua espansione sul territorio italiano, riesce a raggiungere chi è in difficoltà – sia che si tratti di privati che di aziende – che hanno la necessità di uscire dal debito in maniera totalmente sicura.

È un periodo molto difficile per molte, troppe mi tocca dire, famiglie italiane, i dati sono molto chiari:

Da qui a 5 anni si stima che più di 1 milione e 650 mila immobili pignorati andranno all’asta, mettendo in seria difficoltà milioni di italiani.

Solo nel 2018, 245.100 sono stati gli immobili messi in asta, +4,6% rispetto al 2017.

Ogni 75 famiglie, una ha la casa all’asta. Un numero che fa accapponare la pelle!

Sembra che io faccia l’uccello del malaugurio in questo modo, la verità è che ogni volta che vendo una casa vedo un sorriso meraviglioso stamparsi sul volto di chi ho davanti a me.

Ogni vendita è la storia di una famiglia che spenderà fra quelle mura i suoi sabati e le sue domeniche, che vivrà lì i compleanni, i natali e ogni grande step della vita. Ecco, il pensiero che tutto questo possa essere portato via da un momento all’altro per una qualche difficoltà, lascian- do inoltre la famiglia senza soldi e senza un tetto, mi ha portato a ospitare la Cappa & Associati in queste pagine per aiutarti nel caso tu ti trovi in una difficile situazione finanziaria.

Lascio quindi la parola a loro.

 

Partiamo dal principio, le cause del pignoramento di una casa possono essere diverse: da rate del mutuo non pagate, spese condominiali non saldate, cause perse a cambiali non pagate.

Il problema è che poi quando una casa finisce all’asta, non viene mai venduta al suo valore reale e spesso viene persa per meno della metà di quello che vale, non consentendo così ai pignorati di saldare i propri debiti e mettendoli a rischio di essere attaccati su altri fronti: TFR, macchine, eredità e parenti che hanno fatto loro da garante che si ritroverebbero, in questo caso, vittime collaterali della situazione e potrebbero, a loro volta, perdere la casa.

Non solo: il pignorato sarà investito della condizione di morte finanziaria il che significa che non sarà mai più finanziabile dal settore creditizio.

In poche parole dunque il reale rischio è che ti portino via la casa, la mettano all’asta senza curarsi di quanti soldi possono guadagnarci, la vendano senza recuperare l’importo che ti serve, tu non copra le rate con le banche e ti trovi senza un euro e senza la possibilità di ricevere soldi dalla banca.

Questo avviene principalmente perché esistono alcune convinzioni completamente errate nella mente degli italiani per quello che riguarda il pignoramento. Voglio dunque fare chiarezza su quello che è un settore che si popola di opinioni comuni, dicerie e supposizioni di chi non ne sa assolutamente nulla.

Pignoramento, ecco le credenze sbagliate più diffuse tra gli italiani

Si tratta di 10 opinioni generiche e false, messe in giro non so nemmeno da chi, che rischiano vera- mente di compromettere il tuo futuro.

In questo articolo vedremo le prime 3, non perdere quindi il prossimoCorriere della Casase vuoi avere un quadro completo sulla questio- ne e evitare errori stupidi.

 

1. Se c’è l’ipoteca della banca posso stare tranquillo. Nessuno mi pignora la casa: FALSO

L’ipoteca non protegge la casa dai creditori perché è solo una garanzia per la banca che ha prestato i soldi. L’ipoteca è un diritto reale su un bene, in questo caso la casa, e dà grado di soddisfazione a chi ne è in possesso nel caso di una procedura esecutiva: una vendita, ecc.

Può quindi essere vero che gli altri creditori possono essere frenati dal procedere se esiste un’ipoteca, è anche vero che in un momento di difficoltà normalmente lasci indietro molte spese, fra le quali ci sono (quasi sempre) le spese condominiali. Ed è proprio il condominio che ha tutta la convenienza nel pignorarti la casa perché, anche se non prende soldi dalla procedura, va a sostituire l’attuale proprietà dell’immobile con una nuova, che inizierà a pagare le spese condominiali.

 

2. Non possono pignorare la prima casa. Non è legale: FALSO
“Non so proprio questa idea da dove sia uscita…”

È proprio la legge che permette a un creditore di poter recuperare i propri soldi aggredendo i beni immobiliari. La banca può pignorare la prima casa se il mutuo non viene pagato. È un suo diritto per via del contratto che hai firmato. Nel “capitolato”, cioè quella serie di fogli che si trovano alla fine dell’atto di mutuo, c’è una sezione chiamata “Decadenza del beneficio del termine e risoluzione del contratto per inadempimento”; in parole povere si tratta di tutte le condizioni che permettono alla banca di revocare il mutuo. Anche la sezione “Con- dizioni risolutive del contratto” inserisce le clausole di scioglimento del contratto.

La banca non è buona e cara e non fa alcuna differenza fra la casa che ti sei comprato al mare e quella nella quale invece vivi con i tuoi figli, per loro si tratta semplicemente di un immobile che può ridargli indietro i soldi che le devi.

 

3. Non possono buttarmi fuori casa. Ho dei bambini. Sono invalido eccetera: FALSO

La vendita della casa all’asta fa passare la proprietà da te a un altro individuo. È quindi un esproprio, non uno sfratto.

La convinzione che si può rimanere in casa con bambini piccoli nasce dalla confusione di ciò che si legge on line o ascoltando le parole di amici o professionisti non competenti in materia. Come sempre lasciamo che sia la legge a parlare. La mancata liberazione dei locali entro il termine indicato consente, a questo punto, all’aggiudicatario (nuovo proprietario) di notificare attraverso l’ufficiale giudiziario un avviso con il quale viene comunica- to al debitore il giorno e l’ora in cui dovrà lasciare l’immobile [Art. 608 Codice di procedura civile]. Nel giorno e nell’ora indicati nell’avviso, l’ufficiale giudiziario si recherà pertanto presso l’immobile e potrà procedere alla liberazione dei locali, se ancora occupati dal debitore il quale dovrà pertanto abbandonare in quella data l’abitazione. Per svolgere tali operazioni, l’ufficiale giudiziario può inoltre servirsi della forza pubblica [Art. 513 Codice di procedura civile] nel caso in cui il debitore opponga resistenza a sgomberare l’immobile.

È altresì opportuno sottolineare che il debitore che occupa un immobile in presenza di una esplicita richiesta di lasciare l’abitazione comunicata dall’aggiudicatario (nuovo proprietario) può incorrere in conseguenze sotto il profilo penale, per- ché può essergli contestato il reato di violazione di domicilio. [Art. 614 Codice penale].

Non ho citato le leggi per confonderti o per renderti difficile la comprensione di questo pezzo. È che in un mare di nozioni difficili da decifrare e dalla dubbia provenienza volevo, diversamente da quello che si vede fare in giro, portare le leggi a mio sostegno e definire una volta per tutte la situazione.

Il concetto riportato nelle righe che hai appena letto è tanto semplice quanto brutale: se la casa non è più tua, te ne vai.

Non si tratta dello sfratto di un affittuario, bensì dell’esproprio di un’abitazione che non è più tua. Non esiste praticamente nulla che possa fermare gli ufficiali dal portare avanti questa pratica. Nemmeno i tuoi bambini piccoli, mi spiace.

E con questo finiscono i primi tre punti fondamentali da valutare, per dare il giusto spazio agli altri, avremo ancora come ospite la Cappa & Associati nel prossimo numero del “Corriere della Casa”.

So che i toni di questo articolo sono molto lugubri e che sei abituato ad altro, ma, ripeto, “lasciaci trovare la casa che amerai” non è una frase che buttiamo lì, né tantomeno qualcosa che si limita al momento in cui compri la tua abitazione e poi tanti saluti.

Non voglio che nessuno dei miei clienti si trovi in situazioni come queste senza sapere cosa fare.

Spero che tu abbia apprezzato la tematica affrontata, mi raccomando non perdere il prossimo numero di novembre se vuoi realmente avere un quadro completo.

P.S. Per qualsiasi informazione o chiarimento, contattami utilizzando il numero o la mail che trovi in ultima pagina.

A presto!